La vita di Salvatore Portal


 











 

Nato a Biancavilla il 16 Ottobre 1789 (1C) dall' Aromatario* Don Antonino Portale e da Donna Maria Sangiorgio, compie i propri studi presso l'Università di Catania dove consegue la laurea in Medicina (4, 8). Viene nominato Vicario del Vescovo in Biancavilla il 28 Febbraio 1852 (1B) (aveva già ricevuto la nomina di provicario il 17 Agosto 1838) (1A).
Incline allo studio delle Scienze Naturali si dedica in particolar modo alla Botanica. Proprio l'amore verso questa scienza lo porta ad impiantare presso la sua casa un "Orto Botanico" dove coltiva oltre 2080 piante fra indigene ed esotiche, spesso procurate con dispendio economico se si considera l'esiguità dei mezzi di comunicazione del tempo. Quest' Orto, nato ancor prima di quello di Catania (
la prima pietra per quest'ultimo fu posta il 31 Luglio 1858 (6, 14), in coincidenza con il genetliaco della Regina Regnante Maria Teresa consorte di Ferdinando II), esisteva già con certezza nel 1826, poiché in questo stesso anno il Portal pubblicava - presso la tipografia F. Longo - il Catalogo delle piante ivi coltivate (12). Ma sicuramente era già impiantato l'anno precedente poiché in una sua pubblicazione scientifica egli scrive: "Il dì 27 Aprile 1825 mentre faceva viaggiare alcune piante nel mio Orto Botanico si presentò il settuagenario Giuseppe Biondi Cammisa campagnuolo, ... " (13).
L'Orto Botanico di Biancavilla, menzionato da Francesco Tornabene in Quadro storico della Botanica in Sicilia (15), fu fra i primi a sorgere nella Provincia e rappresentava un luogo di sosta per tutti coloro i quali visitavano le zone Etnee. Ciò si rileva dalla biografia sul Portal pubblicata dal giornale La Favilla (8) ove si legge: "Non era colto straniero, che la provincia di Catania avesse preso a percorrere per istudiarne le inesauribili naturali ricchezze che non avesse visitato il bellissimo giardino messo insieme ed ordinato dall'Abate Salvatore Portal...". Lo stesso Portal così ci tramanda "Mi fermai allora a pensare quale uso la medicina ne avrebbe potuto fare, e precipuamente dei malli delle amare e più ancora mulinato avrei se in quel punto onorato non fossi stato d'una visita dell'ottimo professore di botanica di Parma Giorgio Jan, e del Principe Dionigi Torre da Milano illustre di lui compagno da viaggio, che per la Sicilia la nostra flora frugavano. Scorsi tre giorni..." (13). Il Giornale di Scienze Lettere ed Arti per la Sicilia del 1828 dopo aver menzionato gli insigni botanici Gerardo Nocito da Sciacca, Antonino La Motta da Palermo Castelli, Cupani e Matteo Di Pasquale da Catania si esprime così sul nostro studioso: "Sul loro esempio a Biancavilla, paese che si deve alle colonie greche, il diligente naturalista sig. Salvatore Portal con lodevole impegno ha formato un orto di piante che, portato a notabile aumento, ha voluto nel 1826 pubblicarne la descrizione col titolo di Catalogus Plantarum Horti Botanici Salvatoris Portal Albaevillae in Sicilia. Animato dalle lodi giustamente meritate egli ha cominciato ad ingrandirne la estensione e per ivi stabilirvi una Flora Etnea. Il sito di Biancavilla in uno de' più ameni e de' più felici della contrada, lo zelo ed i talenti conosciuti del sig. Portal ci fanno giustamente sperare che in breve sarà egli per portare a compimento una tale impresa che sommo onore arrecherà alla sua patria non solo, ma alla Sicilia tutta" (7).

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* Termine con il quale, in quel tempo, si indicava la professione di farmacista.


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Il Giornale della Botanica Insulare Italiana, dopo aver citato gli esimi professori Salvatore Scuderi, Carmelo Maravigna, e i due fratelli Giuseppe e Ferdinando Cosentini, così ci riporta: "Ne' bisogna passar sotto silenzio lo zelo col quale altri facoltosi e colti cittadini si sono adoperati per supplire alla mancanza di un orto pubblico, (parlando della bella e dotta Catania) istituendo privati giardini alla cultura di collezioni di piante rare principalmente destinati. Tra questi ascriviamo ad onore i nomi illustri del Cassinese Pad. D. Emiliano Guttadauro, che una collezione di scelte piante ha per lunghi anni coltivato nel giardino di quella insigne casa religiosa, e del sig. Salvatore Portal che altra più interessante serie di rare piante ha introdotto nel suo giardino di Biancavilla presso le falde dell'Etna" (7).
Riferimenti all'Orto Botanico di Biancavilla si trovano, inoltre, in opere di altri autori (4, 8, 10, 11). L'Orto Botanico ha dato un notevole contributo alla toponomastica biancavillese. Da esso traggono origine non solo i nomi della via e del cortile omonimi che lo costeggiavano, ma anche una vasta zona del paese denominata in gergo "Supra l'Orto", ossia: "quartiere che sorge a monte dell'orto per antonomasia".
Il lavoro del Portal non si ferma solo all'Orto Botanico egli infatti con molta cura riuscì a comporre l’Hortus Siccus Plantarum Sicularum, cioè un orto secco di piante indigene della Sicilia. Con molta probabilità questa raccolta di erbe secche è un ampliamento della "Flora Etnea" che già nel 1826 egli si proponeva di raccogliere. Ciò si rileva dalla prefazione al Catalogus Horti Botanici (12), e si evidenzia anche da una nota editoriale fatta dal Giornale di Scienze, Lettere ed Arti per la Sicilia anno 1836 (7). L'erbario, che ancor oggi si conserva, raccoglie le piante sicule (non si ha un erbario di piante etnee) e consta di 24 volumi atlantici ognuno dei quali custodisce circa 180 piante. Quest'opera non è del tutto completa, forse per la morte improvvisa dell'autore: possiamo infatti constatare che non tutti gli exiccata sono nomenclati così come nella copertina interna di ogni volume non vi è una data definita ma solo un accenno di data: "Albavilla 18.." *, ossia "Biancavilla milleottocento...".
Membro di molte accademie di scienze fra cui l'Accademia Gioienia di Catania (12) per la quale allestì una monografia Sopra un Feto Umano senza testa e senza collo (ne fece poi anche una pubblicazione), e della francese "Societé Cuvierenne" ** della quale fu membro fondatore; fu pure socio onorario dell'
Accademia Linneana di Parigi (8), e definito da Deleschamp (segretario generale di questa accademia) "ristauratore della botanica in Sicilia" (8). Contemporaneamente il Re di Torino in ammirazione alla sua Flora lo nominò Cavaliere dell'Ordine di San Maurizio e di San Lazzaro (4, 8). Oltre al Catalogus il Portal pubblicò: Sull'Alloro Comune, Cenni sulla virtù medica delle Mandorle, della Celidonia Maggiore e del Crescione Acquatico, La Noce Comune, Giudizio sulla nuova teoria delle febbri intermittenti, Memoria sullo stato dell'Agricoltura e Pastorizia del territorio di Biancavilla, Progetto sul miglioramento della cultura del riso irriguo, lavoro quest'ultimo riconosciuto di tanta importanza da essere poi richiesto da varie società economiche del Regno in modo da attuarlo a favore della propria agricoltura (8).

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* Cfr. Hortus Siccus Plantarum Sicularum.

** Cfr. Attestato di Socio Fondatore di questa Accademia


 
   

Amante dell'arte pubblicò Relazione storica intorno alcuni artisti da Catania (8) e costituì presso la sua casa un Museo Archeologico (3, 4, 5, 8, 10) di vasi e monete antiche, ed una Pinacoteca (3, 4, 5, 8, 10).
Molti dei suoi scritti sono elencati da Narbone in Bibliografia Sicula Sistematica (9).
Infine si occupò dello studio particolare di alcune piante, ottenendo riconoscimenti e
medaglie d'oro. Nel 1821 una memoria sul Sarracena e sulla Royena ambigua, presentata dai professori Nocca e Spedalieri all'Accademia di Pavia, gli procurò una medaglia d'oro appositamente coniata con l'effigie del Portal e parole di encomio (8). Altrettanto avvenne nel 1827 quando inviò all'Accademia di Vienna delle osservazioni sulla Saldanella, sulla Guettarda crispiflora, e sul Veltheimia sarmentosa (8).
Ebbe pure riconoscimenti dall’Accademia Reale di Londra per un lavoro sulla Cuscuta, sulla Rubia e sulla Parkinsonia (8). Altra medaglia d'oro gli fu assegnata dalla
Società Olandese di Scienze in Harlem, a seguito di una sua risposta ad un quesito posto dalla stessa Accademia sulla "Metamorfosi che subiscono i granchi d'acqua dolce" (8). Il professore Savi di Pisa lo elogia altamente quale scopritore del Trifolium aetneum, da lui trovato sul Mongibello, promettendogli poi di aggiungervi il nome del Portal (8). Giudizi vantaggiosi riscosse inoltre dai Giornali di Botanica di Francia e di Ginevra, da quello di Botanica Insulare d'Italia e dall'Antologia di Firenze (7). Fra i vari lavori spediti a medici e studiosi del tempo ricordiamo ancora: sul Solanum sodoamaeum, sull’Elephantus pythleph, sulla Elshotzia sulla Nerteria e come si differenzia dalla Gamozia e dalla Gomphia jabotapita, sulla "Idrofobia spontanea", sulla "Sfolgorante Malattia vicino alla combustione spontanea" (spedita al professor Spedalieri dell'Accademia di Pavia), sulla Stratiotes nymphoides, sui "Tartufi", ed occupandosi anche di minerologia sulla "Cotognite", sull’"Alabastro Chiaro", sui "Basalti di Scilà che esistono nei dintorni di Biancavilla" (7).
Salvatore Portal - che fu sempre d'aiuto ai poveri, dispensatore di piante, di consigli e di istruzione ai giovani studiosi -
morì alle ore 12 del 3 Ottobre 1854 (2), nella propria casa di villeggiatura di Padre Vitale (2) (sita nei vigneti di Biancavilla, a 800 m. sul livello del mare), vittima di quel terribile colera che decimò la popolazione biancavillese ed anche la sua famiglia. Lo stesso giorno morivano infatti il fratello Sac. Carmelo (1D) - Prevosto della Collegiata di Biancavilla - e la cognata Donna Rosa Motta Privitera (1D), moglie del fratello Don Ferdinando.
L'Orto Botanico abbraccia le sue spoglie mortali, che riposano nella Chiesa del SS. Rosario di Biancavilla (1D) ad esso adiacente.

 
   

BIBLIOGRAFIA

  1. Archivio della Collegiata di Biancavilla:
    A) Categoria IV – Classe XV – Fascicolo IV – n. 3;
    B) Categoria IV – Classe XV – Fascicolo IV – n. 55;
    C) Liber Baptizatorum Anno 1789;
    D) Liber Mortuorum Anno 1854.
  2. Archivio del Comune di Biancavilla:
    Registro dei Morti Anno 1854.
  3. Assessorato Regionale ai Beni Culturali ed alla P.I.:
    Un itinerario Etneo.
    Tipografia Fratelli Chiesa, Nicolosi (Catania) Aprile 1987.
  4. BUCOLO PLACIDO:
    Storia di Biancavilla.
    Edizioni Gutemberg, Adrano (Catania) 1953.
  5. CASTRO CARMELINA:
    L’arte a Biancavilla.
    Tesi di laurea, Facoltà di Lettere Moderne, Istituto di Magistero di Catania, Anno Accademico 1968-69.
  6. GIACOMINI VALERIO:
    Gli Orti Botanici nella tradizione e sulle vie del moderno sapere scientifico.
    Tipografia G. Zuccarello & Figli, Catania 1958.
  7. Giornale di Scienze, Lettere ed Arti per la Sicilia, n. 240.
    Palermo 1836.
  8. MORTILLARO VINCENZO:
    Cenno Biografico del Canonico Salvatore Portal di Biancavilla.
    Estratto dal Giornale La Favilla, n. 22, Palermo 1 agosto 1857.
  9. NARBONE ALESSIO:
    Bibliografia Sicula Sistematica.
    Tipografia Giovanni Pedone, Palermo 1850-55.
  10. NICOTRA FRANCESCO:
    Monografia su Biancavilla.
    Palermo 1906.
  11. PAVONE PIETRO:
    Guida alla visita dell’Orto Botanico.
    Edizioni C.U.L.C., Catania 1983.
  12. PORTAL SALVATORE:
    Catalogus Plantarum Horti Botanici Savatoris Portal Albaevillae in Sicilia.
    Tipografia Francesco Longo, Catania 1826.
  13. PORTAL SALVATORE:
    Cenni sulla virtù medica delle Mandorle, della Celidonia Maggiore e del Crescione Acquatico.
    Palermo 1836.
  14. TORNABENE FRANCESCO:
    Per la solenne cerimonia nel porsi la prima pietra alla fondazione del regio Orto Botanico in Catania.
    Catania 1858.
  15. TORNABENE FRANCESCO:
    Quadro storico della botanica in Sicilia.
    Tipografia Ospizio di Beneficenza, Catania 1847.